Un modo facile per imparare i vocaboli in una lingua straniera

Chiunque abbia studiato una lingua straniera sa molto bene che sia indispensabile apprendere un buon numero di vocaboli o ogni sforzo sarà vano. Sappiamo bene che questo sia un discorso molto delicato e che spesso spaventa la maggior parte delle persone che decidono di lanciarsi nell’impresa di apprendere una nuova lingua.

Prima di dare qualche dritta in merito, sarebbe interessante conoscere qualche dato.

Secondo alcuni linguisti italiani, tra i quali dobbiamo ricordare Tullio De Mauro, un italiano medio riesce a coprire il 90% dei propri discorsi utilizzando una base di circa 6.500 parole, mentre per parlare un italiano di livello medio-alto si raggiunge il numero di ben 47.000 parole.

Per poter arrivare al livello medio, solitamente si propongono questi traguardi nel percorso didattico di un corso di lingue:

  • livello principiante: 250-500 parole
  • livello intermedio: 1.000-3.000 parole
  • livello avanzato: 4.000-10.000 parole

Numeri che sulla carta mettono a disagio ma che non rappresentano una missione impossibile.

Immagini, lasciamo stare le parole

Studiando dei vocaboli, solitamente ci scontriamo con il fallimento e la difficoltà. Le liste di vocaboli (spesso in ordine alfabetico) occupano la nostra mente e vengono recitate come mantra interminabili. Finché ripetiamo e manteniamo una cerca cantilena tutto sembra andare bene. Quando le liste iniziano ad essere troppe da gestire, i vocaboli sembrano sparire dalla nostra mente e ci avviliamo.

Il primo passo per uno studio di successo è quello di capire e accettare il funzionamento del nostro cervello. Quando sentiamo una parola, il nostro cervello non visualizza le lettere che la compongono ma un’immagine che abbiamo astratto e che per noi rappresenta il vocabolo nella sua generalità.

Un esempio

Pronunciamo ad alta voce la parole che troviamo in grassetto qui di seguito, senza guardarla sullo schermo: bicicletta.

Nella nostra mente non abbiamo visto questa immagine:

ma una di queste (probabilmente nessuna delle biciclette qui proposte è stata visualizzata nella nostra mente ma credo che il concetto sia stato trasmesso).

Considerando questo modo di lavorare del nostro cervello possiamo facilmente capire come mai una lista di parole sia difficile da gestire quando studiamo e obbligarci ad impararla a memoria porta in gran parte all’insuccesso.

Un modo più facile per aumentare il nostro vocabolario è quello di legare il vocabolo che dobbiamo apprendere all’immagine mentale che nasce spontaneamente in noi quando nella nostra lingua madre sentiamo quella parole. In questo modo offriamo al nostro cervello la possibilità di continuare ad usare la sua tecnica naturale di decodifica delle parole.

A piccoli passi: un vocabolo al giorno

Liste di 10 parole possono essere una mole non indifferente di nozioni e dati da gestire; ovviamente tutto è sempre da considerare alla luce delle caratteristiche personali di chi sta studiando una lingua straniera, per qualcuno di noi 10 parole potrebbero essere pochissime mentre altri sarebbero in grande difficoltà.

Il segreto di uno studio di successo è quello del ritmo di studio. Un suggerimento pratico e molto redditizio è quello di studiare una parola al giorno.

Non facciamoci ingannare da quella che sembrerebbe essere una quantità ridicola. Nell’arco di un anno arriveremo facilmente a 356 parole, la facilità di apprendimento (che si può allenare) aumenterà e nell’arco di qualche mese ci risulterà facilmente possibile aumentare il numero di parole da gestire giornalmente in fase di apprendimento.

Un ultimo aspetto da rispettare

Permettetemi di dire un’ovvietà: una lingua si studia e perfeziona per poter comunicare.

Solitamente, comunichiamo argomenti che ci interessano o che fanno parte del nostro quotidiano lavorativo. Per riuscire a creare un nostro vocabolario in modo più agile e facile è indispensabile scegliere parole che ci interessino e usiamo spesso.

Anche nella nostra lingua madre tendiamo a dimenticare parole che non usiamo spesso o per le quali non troviamo un’utilità per il nostro lessico personale.


Pubblicato da Davide Frezzato

Io, Davide. Credo fermamente nell'essere chi si vuole veramente essere, facendo qualsiasi cosa tranne il niente. In ogni modo... sono io che decido. *** Me, Davide. I do believe in being whoever you want to be, doing anything but nothing. By the way... I'm the ruler.

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